Cosa sono le picnic box di Karime Lopez di Gucci Osteria da Massimo Bottura
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L’orizzonte sempre in movimento della cheffe stellata Michelin si trasforma in quattro menu delivery contenenti le sue esperienze di viaggio in formato masticabile


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Il nuovo progetto di Karime Lopez, cheffe di Gucci Osteria da Massimo Bottura, esce dalle mura di Palazzo della Mercanzia, sede del ristorante e del Museo della maison, per far trasmigrare l’atmosfera dell’Osteria anche in altri luoghi. L’idea è quella di ricreare la stessa allure culinaria in una dimora privata, in un parco, o in qualsiasi altro spazio dove si possa gustare un pasto. Karime ha studiato una formula, declinata in quattro menu, che non necessita di passaggi sui fuochi, o impiattamenti, in quanto è tutto pronto e fruibile da subito. Le pietanze arrivano custodite in una scatola, di una eleganza pulita che non sovrasta la funzionalità, contenente i singoli recipienti, la carta, più le posate. Il tutto in materiale riciclabile e compostabile, secondo l’etica che negli ultimi tempi si è imposto Gucci, di pari passo con Bottura, senza però mai perdere di vista il glamour alla base del suo dna. La nostra esperienza ha preso forma in un vero e proprio picnic nel nostro salotto, accovacciati sui cuscini davanti a un tavolino da caffè. Dove si è diffuso il celebre rosa delle scatole, quasi come nelle foto fiabesche scattate dall’artista Max Siedentopf che fluttuano in Instagram. In cui i modelli sono letteralmente immersi in un mare di packs, promossi a simulacri del Gucci mood.  



Cheffe Karime ha un orizzonte sempre in movimento e nella carta si materializza il suo immaginario in formato masticabile, scaturito da quanto le si è offerto agli occhi e al palato nei suoi viaggi intorno al mondo. Esperienze sensoriali e di assaggio riprodotte con un registro personale e sbarazzino e, come dice Bottura, “lasciandosi sempre sorprendere dall’inaspettato”. 

Una insalata di Tabulè ha aperto il menu Middle Est con l’erbaceo della clorofilla di prezzemolo e menta, il Kibbeh (in arabo palla) di manzo, polpette di carne tritata, bulgur ed erbe aromatiche era provvisto di salse in cui intingerlo. Per virarne il sapore in punteggiature differenti, con la delicata dolcezza acidula dell’hummus, l’acida freschezza della crema di yogurt e cetriolo, la dolcezza decisa della crema di peperone arrostito e noci. Salse da raccogliere fino alla quasi detersione completa del contenitore, aiutandosi con il pane Khubz, che del resto nasce anche come “posata d’aiuto” per gli intingoli. Nel dessert, una granella di pistacchio faceva da base a una crema di caprino, che a sua volta sosteneva uno strato di composta di fichi.
Come bocconi di un atlante figurativo, le pietanze del menu Latin hanno preso il via da una insalata di quinoa e ortaggi come sedano e rape. In questo caso le salse erano le emblematiche del Messico, guacamole, pico de gallo e salsa piccante da depositare copiosamente sui totopos di mais. Un impeto di opulenza ha travolto le arepas di farina bianca che Karime ha farcito con un polpo succulento. E a chiusura una piña colada versione dessert, con una crema di latte di cocco ricoperta da una brunoise di ananas.

Divertente per il chilling di fine pasto la frutta secca, mandorle, noci, arachidi, ripassate in polveri speziate allo zafferano e al peperoncino.Altre due proposte completano la scelta del servizio di consegna a domicilio di Gucci Osteria, intessute di prodotti e pietanze collezionate in un giro lungo la nostra penisola. Il Mediterraneo con caponata, parmigiana di melanzane e pappa al pomodoro e Italian Aperitivo con una selezione dei più rappresentativi salumi e formaggi italiani.


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