Vladimir Mukhin. Seguendo il bianconiglio da Mosca al palco di LSDM.

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Dall'alto del sedicesimo piano del White Rabbit di Mosca, Vladimir Mukhin approda sul palco di LSDM e si scatena preparando cinque piatti fra fermentazioni, cetrioli e aneto.


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Abbandonata per qualche giorno la cupola di cristallo che, dall’alto del suo sedicesimo piano, sovrasta il White Rabbit di Mosca, Vladimir Mukhin sale sul palco di LSDM per presentare ben cinque piatti scaturiti dalla sua metabolizzazione mentale della mozzarella di bufala. L’estetica di questo giovane chef, che ha fatto levitare il suo ristorante fino al ventitreesimo posto della World’s 50 Best Restaurants, è frutto dell’impasto fra cucina storica e creatività istintiva. Prendere il via verso la miglior cucina contemporanea russa per Mukhin significa appoggiare ai blocchi di partenza le materie base delle ricette di casa elaborandole sui dettami del suo estro prorompente. Durante la nostra chiacchierata ci ha raccontato del White Rabbit, dove dietro la sua aura fiabesca di carrolliana evocazione, si celano un solido studio delle tecniche e un’incessante sperimentazione.
Nella video intervista scopriremo anche le sue sorgenti di ispirazione e perché il suo lavoro è la sua prima fonte di divertimento.

 


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