Andrea Petrini. Bisogna sempre sentirsi dei dilettanti curiosi

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Giornalista, scrittore, food curator, talent scout, sono molteplici i ruoli che Andrea Petrini ha ricoperto. Per il Time è numero uno dei Gods of Food


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Giornalista, scrittore, food curator, talent scout, sono molteplici i ruoli che Andrea Petrini ha ricoperto, spesso simultaneamente, nel rutilante mondo gastronomico. Il Time tre anni fa l’ha nominato numero uno dei “Gods of Food” mondiali, insieme, fra gli altri, ad Albert Adrià, Alex Atala, René Redzepi. Lo stesso chef del Noma, presentandolo alla seconda edizione del MAD Symposium ha usato forse il titolo più calzante “incredible man”. Gli eventi che ha creato e l’hanno visto protagonista negli anni non sono mai stati riconducibili a qualcosa di già visto. Come Gelinaz! uno scambio di ristoranti da parte di chef di tutto il mondo, che si trasferiscono per qualche giorno nella cucina di un collega, preferibilmente a migliaia di chilometri di distanza e improvvisano il loro menu. E si potrebbe proseguire con Paris des chefs, Cook it raw, Epicurea fino ad arrivare all’ultimo in ordine di tempo, Al Mèni. Il circo 8 ½ ideato da Massimo Bottura e dal sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che lo vede nel ruolo di conduttore. L’abbiamo incontrato proprio lì, a Rimini, sotto il tendone del grande circo circo gastronomico, dove ci ha raccontato le sue visioni sull’evoluzione della cucina contemporanea.




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