Casa Mazzucchelli. Oltre la memoria, la cucina al presente

Bologna la Grassa, è questo l’appellativo che da sempre è abbinato al capoluogo emiliano quando si parla di cibo. Un'identità gastronomica costruita attorno a una tradizione ricca e generosa, fatta di trattorie, osterie, pasta fresca e ricette tramandate di generazione in generazione.
Ma se dalla cucina della tradizione spostiamo lo sguardo verso l'alta ristorazione, il panorama cambia. A Bologna e provincia si contano infatti soltanto cinque ristoranti stellati (premiati tra l’altro solo con 1 o 2 stelle Michelin), un numero relativamente contenuto per una città che ha fatto della gastronomia uno dei suoi principali elementi identitari.
Tra questi, a illuminare la buia strada della ristorazione felsinea, c’è la stella di Casa Mazzucchelli, un luogo che riesce in qualcosa ormai non più così scontato: creare un ricordo.
Già dal nome si comprende che l'identità del ristorante: qui il termine "casa" non è una scelta di marketing, ma una dichiarazione d'intenti. L'accoglienza - a cura di Massimo Mazzucchelli - è misurata ed elegante, gli ambienti minimali dialogano con il verde paesaggio circostante e accompagnano l'ospite in un percorso che mette al centro la luce, l'ascolto e il piacere della tavola.
Passando all’esperienza gastronomica, i piatti di Aurora Mazzucchelli raccontano una storia in cui tradizione e cucina al presente (come ama dire la chef) non si contrappongono, ma si sostengono a vicenda. Ogni preparazione sembra nascere dal desiderio di rispettare la memoria gastronomica locale e, allo stesso tempo, di offrirne una lettura personale.
Uno degli elementi che rendono Casa Mazzucchelli riconoscibile è il dialogo costante tra cucina e arte bianca. Il panificato non è infatti un semplice accompagnamento, ma parte integrante della proposta gastronomica: nel menu contemporaneo troviamo ad esempio il piatto Capriolo, in cui la carne scottata è accompagnata da un soffice bombolone con crema di patate, scalogno e albicocca; nel menu alla carta, invece, il piatto Coniglio propone una sella di coniglio in crosta, servita con salsa ai capperi, olive candite e giardiniera verdure dell’orto. Tra le proposte di cui il panificato è elemento fondante, merita una menzione speciale La Colazione, piatto il cui nome incuriosisce e prepara a qualcosa di inaspettato: una brioche col tuppo (a ricordare le origini siciliane della famiglia) con gelato all’aringa affumicata, gamberi rosa e frutto della passione.
Tra i piatti di cui non potrete più fare a meno una volta provati ci sono però i Tortelli ripieni al Parmigiano Reggiano alla lavanda, noce moscata e mandorle (in carta dal lontano 2008), un comfort food che alla prima cucchiaiata fa venire in mente una frase di Alda Merini: “Non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante”.
Alla fine della cena, anche il dessert conferma quanto l'arte bianca sia parte integrante dell'identità gastronomica di Casa Mazzucchelli. Il Croissant, accompagnato da fragole, rabarbaro, yogurt al basilico e pomodoro candito, porta infatti la pasticceria su un terreno meno convenzionale, dove dolcezza, freschezza e suggestioni vegetali si incontrano in un gioco di contrasti. Un finale che rispecchia la filosofia della chef: partire da qualcosa di familiare per esplorare nuove possibilità, senza mai perdere di vista il gusto.















