Al Sophia Loren di Firenze la pizza di Francesco Martucci e i piatti di Gennaro Esposito
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Il miglior pizzaiolo del mondo 2020 e lo chef due stelle Michelin curano l’offerta ristorativa del primo locale dedicato alla diva premio Oscar


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 “Everything you see I owe to spaghetti” è la celebre citazione attribuita a Sophia Loren che, se non fosse stata ufficialmente smentita dalla stessa attrice intervistata dal New York Times nel 2015, sarebbe stata perfetta come tagline del primo ristorante che porta il suo nome. Per il quale la scelta si è posata su “Sophia Loren – Original Italian Food”. Affacciato su via Brunelleschi a Firenze, con i suoi 1500 mq e un dehors in parte vista duomo, il locale dedicato alla diva del cinema italiano si colloca fra i rari esempi del centro storico fiorentino di ristorazione di alta qualità. Generata sulle metriche di fuoriclasse del settore come Francesco Martucci, miglior pizzaiolo del mondo 2020, con il suo I Masanielli, poco lontano dalla Reggia di Caserta e Gennaro Esposito, due stelle Michelin alla Torre del Saracino di Vico Equense, da dove arrivano anche i dolci del pasticcere Carmine Di Donna. 



Il progetto fa capo alla società Dream Food della Pianoforte Holding, controllata dalle famiglie Cimmino e Carlino che include anche Yamamay e Carpisa, a cui l’attrice premio Oscar ha accordato l’utilizzo del suo nome in licenza, con royalties sugli incassi. Ed è il primo di una serie di locali che apriranno a Napoli e Milano, per arrivare poi a Dubai, Miami, Hong Kong e Shanghai. Per il capoluogo toscano, sono stati scelti i locali di una ex banca,  a pochi passi da Piazza della Repubblica dove già dal porticato si vede occhieggiare nell’ingresso il grande ritratto di Sophia realizzato con i tappi metallici a corona dall’artista Luigi Masecchia. Che attraverso un prezioso e certosino riciclo creativo, traduce in pop art materiale normalmente ritenuto di scarto.

Negli ambienti progettati dallo Studio Radaelli, il velluto nelle tenui nuances delle sedute si sposa con le sfumature dorate di lampade e complementi, per arrivare all’area forni e cucina con le pareti lastricate di inserti metallici color oro cangianti.

L’offerta parte dalla colazione, con il caffè Vesuvio e la pasticceria della tradizione napoletana, per arrivare agli sfizi dell’aperitivo come la cianfrotta di verdure o la scarola maritata. Mentre a pranzo e a cena ci si può trastullare con le pizze griffate Martucci o scegliere uno dei primi del bistellato Esposito, entrambi a sovrintendere il lavoro della brigata di cucina.

Il maestro de I Masanielli di Caserta è a oggi, il più visionario e sperimentatore dei pizzaioli al mondo e coniuga una ferrea caparbietà nello studio a una possente dote di acutezza nella tecnica degli impasti e nella creazione delle farciture. Questo gli consente di lasciare chiunque assaggi le sue pizze letteralmente stupefatto, sia che si tratti di addetti ai lavori che di semplici appassionati del disco di pasta. Il suo è un approccio di pura avanguardia, poiché riesce nel modo più brillante, e con risultati di una goduria commovente, a trasferire una visione futuribile a un piatto da sempre connotato dalla più granitica tradizione. 

Per il Sophia Loren di Firenze ha hackerato la pizza fritta per riprogrammarne i codici attraverso un calzone con 33% di farina integrale di segale, 33% di integrale di farro, 4% di integrale di grano tenero. Di una croccantezza sopraffina e scioglievole “come lo zucchero filato” come lo stesso Francesco l’ha definita durante il nostro assaggio. All’interno ricotta di bufala in salvietta, prosciutto cotto affumicato di maiale nero casertano, fior di latte, Parmigiano Reggiano di Vacca Bianca Modenese. 

Nella “Mani di velluto” il sapore si dondola fra l’amaro della crema di friarielli in acqua di ricotta di bufala e la dolcezza del calcagno a crosta liscia. Con l’arrotondamento complice della mozzarella di bufala campana D.O.P. e i picchi sapidi della salsiccia di suino grigio ardesia a punta di coltello.

Favolosa la “Vegan” “da mangiare assolutamente piegata a libro” ci suggerisce Martucci per percepire la sorprendente quantità di sfumature delle trenta varietà di misticanza, germogli e menta. Il pomodoro è San Marzano D.O.P. caramellato in zucchero di canna in tandem con una crema di pomodoro arrosto e una crema di rapa rossa. La nota di opulenza arriva dalla straordinaria maionese al cavolfiore, punteggiata dai capperi fritti.

L’”Insolita marinara” in doppia cottura, con olive nere caiazzane, capperi di Salina, pomodorini del Piennolo e alici di Trapani è l’omaggio alla Futuro di Marinara, celebrata come la miglior pizza del 2020, proposta a I Masanielli in tre cotture, prima cotta a vapore, poi fritta e completata in forno. 

La carta dei primi piatti curata dallo chef Gennaro Esposito punta all’alta qualità di preparazioni semplici, elevate da materie prime di alto livello e da una consolidata tecnica, che non ha bisogno di ricorrere ad estremismi e artifizi. Come pasta, fagioli e cozze o mezzi paccheri con carciofi, pancetta e provola.


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